Formula 1 halo spiegato: perché ha cambiato la sicurezza
Che cos’è il Formula 1 halo, perché è diventato obbligatorio nel 2018, quali incidenti ne hanno mostrato il valore e come le critiche hanno lasciato spazio all’accettazione.
Il Formula 1 halo è una struttura di protezione dell’abitacolo in titanio che si trova sopra e intorno alla testa del pilota. Obbligatorio in Formula 1 dal 2018, è stato introdotto per ridurre il rischio di lesioni alla testa e in seguito ha ottenuto un’ampia accettazione dopo che diversi gravi incidenti ne hanno mostrato il valore.
Che cos’è l’halo
L’halo è una struttura curva fissata al telaio in tre punti, con un montante centrale davanti al pilota e un anello attorno all’apertura dell’abitacolo. Il suo scopo è ridurre la probabilità che la testa del pilota venga colpita da grandi detriti, da un’altra vettura o dalle barriere in un impatto violento. In Formula 1, l’halo strutturale è realizzato in titanio, mentre i team aggiungono carenature attorno ad esso per il packaging aerodinamico, ma il dispositivo di sicurezza di base è standard e non un concetto diverso su ogni vettura.
Perché Formula 1 lo ha introdotto
Formula 1 ha adottato l’halo dopo anni di studi FIA sulla protezione della testa per le vetture a abitacolo aperto. Poiché le monoposto lasciano il pilota più esposto rispetto alle categorie con tetto chiuso, la FIA ha valutato modi per ridurre il rischio dovuto a ruote in volo, parti staccate e contatti con barriere o altre vetture. L’halo è stato scelto come soluzione che poteva essere integrata senza trasformare Formula 1 in una categoria a abitacolo chiuso. All’inizio ha ricevuto critiche, soprattutto per l’aspetto e per le preoccupazioni sulla visibilità, ma il caso legato alla sicurezza ha portato a renderlo obbligatorio dalla stagione 2018.
Incidenti che ne hanno mostrato il valore
Diversi grandi incidenti hanno spostato l’halo da aggiunta contestata a dispositivo di sicurezza accettato. Al Belgian Grand Prix 2018, la McLaren di Fernando Alonso è volata sopra la Sauber di Charles Leclerc alla partenza, e l’halo sulla vettura di Leclerc è stato ampiamente visto come uno strato importante di protezione. Al Bahrain Grand Prix 2020, la vettura di Romain Grosjean ha sfondato la barriera, e l’halo ha contribuito a preservare lo spazio di sopravvivenza attorno alla sua testa mentre usciva. Al Italian Grand Prix 2021, la Red Bull di Max Verstappen è passata sopra la Mercedes di Lewis Hamilton dopo un contatto, con l’halo che ha impedito un colpo più diretto al casco di Hamilton. Al British Grand Prix 2022, l’Alfa Romeo di Zhou Guanyu si è ribaltata e ha scivolato prima di fermarsi tra la barriera e la rete di protezione, e l’halo è tornato al centro della discussione sulla protezione del pilota.
Dalle critiche all’accettazione
Le obiezioni iniziali riguardavano l’aspetto e il fatto che il montante centrale potesse influire sulla visuale del pilota. Con il tempo, esempi reali ripetuti hanno cambiato quel dibattito. Oggi l’halo è considerato una parte normale di una vettura di Formula 1, come altre misure di sicurezza precedenti che furono osteggiate prima di diventare standard, perché prove visibili da incidenti gravi hanno mostrato che aggiungeva protezione nell’area che era stato progettato per difendere.